In breve elenco alcune parole per spiegare il contesto storico e cosa ha provocato il dramma di questa regione. Alla conclusione della prima guerra mondiale il Trattato di Saint Germain del 1919 assegnò la regione al Regno d'Italia. Tale annessione sancì lo smembramento dell'antica contea tirolese e l'accorpamento, oltre che del Trentino, anche delle popolazioni di lingua tedesca all'Italia che abitavano la parte Nord della provincia di Bolzano. Dopo la fine della Grande Guerra il subentrato governo fascista perseguì una politica di assimilazione delle minoranze di lingua tedesca e ladina ed una progressiva italianizzazione dell'intera regione, con l'aggiunta alla popolazione locale di immigrati italiani provenienti dal Trentino e dal resto d'Italia. I comuni ladini di Livinallongo del Col di Lana, Colle Santa Lucia e Cortina d'Ampezzo furono smembrati dal contesto regionale ed accorpati alla provincia veneta di Belluno. Vennero inoltre abolite le scuole di lingua tedesca in Alto Adige. Nel 1939, in ottemperanza all'accordo italo-tedesco sulle Opzioni, la maggioranza dei residenti altoatesini di lingua tedesca si dichiarò favorevole ad emigrare verso i territori del Terzo Reich. Lo scoppio della seconda guerra mondiale intervenne però a rallentare le operazioni di esodo. Dopo la fine del secondo conflitto mondiale ed anche in seguito a manifestazioni popolari che reclamavano il distacco della parte settentrionale della regione dall'Italia, al Trentino-Alto Adige venne formalmente e costituzionalmente riconosciuta un'autonomia speciale. L'autonomia fu ritenuta insoddisfacente dagli altoatesini di lingua tedesca: mal digerirono l'arrivo di italofoni immigrati dalle zone più depresse del paese; la presenza maggioritaria di italiani nelle pubbliche amministrazioni; il centralismo regionale (in Regione gli italofoni erano sempre in maggioranza). Ma gli sviluppi non furono soltanto pacifici: negli anni cinquanta nacque un movimento "terrorista" clandestino, mirante alla riunificazione del Tirolo, il Comitato per la liberazione del Sudtirolo (BAS Befreiungsausschuss Südtirol). Negli anni sessanta si verificarono numerosi attentati dinamitardi, inizialmente contro tralicci e caserme ma i terroristi non esitarono a usare la violenza contro le forze dell'ordine, ricorrendo addirittura a mine antiuomo. Le forze dell'ordine ed in particolare i Carabinieri risposero duramente.
A seguito di nuove trattative tra Italia ed Austria, rese necessarie dall'insoddisfazione del gruppo di lingua tedesca (culminata nel terrorismo del BAS), fu siglato il cosiddetto "Pacchetto" e nel 1972 entrò in vigore il nuovo Statuto regionale, che tutt'ora privilegia l'autonomia delle due province, che di fatto costituiscono due Regioni autonome, solo formalmente riunificate nella Regione Trentino - Alto Adige/SüdTirol. Nell'Alto Adige/SüdTirol è data importanza alla "lingua madre", con una ripartizione proporzionale alla consistenza dei gruppi linguistici nell'attribuzione di impieghi pubblici, contribuzioni pubbliche e financo assegnazione di case popolari; le scuole (comprese quelle materne) sono divise a seconda dell'appartenenza al gruppo linguistico. Tutti gli impiegati e funzionari della Regione o della Provincia di Bolzano devono essere bilingui, cioè parlare almeno il tedesco e l'italiano.
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