[rido] domani... domani... forse ci rivedremo, dipende da te, anzi sono sicuro che ci rivedremo! [rifletto] perché mi hai fatto quelle domande? Perché mi hai parlato del mio quadro? Lo sai che è tuo, sei tu sulla carta? Come mai lo appendi solo ora nel tuo appartamento? Ora è li sul pavimento che aspetta il suo posto. [ricordo] ricordi che affiorano. li sento lontani [pausa] appaiono come nuovi [rifletto] nuovi ricordi riciclati da vecchie azioni. Il colore stropicciato con le mani, la carta ruvida, i ricordi sparsi su quel cartoncino mi fanno star bene, il colore sulle mie mani ed il ricordo di quella sera abbracciati sulla panchina a guardar la luna, i tuoi occhi, la tua dolcezza ma poi purtroppo tutto è scomparso, non ricordo più nulla tranne lacrime e dolore. Ognuno per la sua strada [pausa] cercando di evitarci in ogni modo, cercando di non salutarci, cercando di farci del male in ogni modo, indifferenti. I nostri pensieri poi si univano andando a cercare quel pezzo di cuore ancora vivo e sanguinante. Cercando ancora di evitarci... due sconosciuti su quella panchina. Un saluto? Mi hai rivolto un saluto [rido] addirittura abbiamo parlato, imbarazzati, abbiamo sentito l'unico pezzo di quel cuore massacrato ancora vivo, pulsare, il pulsare di quel cuore spaccato in pezzi, ancora sanguinante, ferite mai rimarginare che ora urlano e vomitano sangue nell'oblio della notte. E' quasi giorno, mancano poche ore [rifletto] saremo mai pronti a perdonarci? Ma certo, ja klar, siamo noi a volerlo! ci siamo evitati a tal punto da rimanere solo noi, come in un labirinto [sorrido] abbiamo girato, cercato, scavalcato muri, abbattuto muri per poi ritrovarci spaventati dietro ad un angolo, spaventati ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo riso, imbarazzati, almeno io lo ero [pausa][rifletto]. Domani, domani, chissà che mi dirai, forse mi chiederai di perdonati... ma sono io che ti cerco [rido] ti penso, ti immagino, ti sento, sento le tue mani sulla mia schiena che mi calmano, tu che mi parli, tu che mi calmi. a domani.